
Il carciofo romanesco, conosciuto anche con i nomi di "cimarolo" e "mammola", è un ortaggio tipico del Lazio prodotto in numerosi comuni della provincia di Roma, Viterbo, Latina e vanta il marchio Igp (indicazione geografica protetta).
Il carciofo romanesco viene prodotto da due cultivar chiamate Castellamare e Campagnano: la prima è una cultivar precoce che inizia a produrre questo ortaggio sin dal mese di gennaio la seconda invece, tardiva, è disponibile sul mercato da febbraio a maggio.
I carciofi romaneschi si possono gustare crudi, tagliati sottilmente, in insalata anche se generalmente si consumano cotti abbinandoli a piatti a base di carne o pesci cucinati alla griglia.
La caratteristica principale del carciofo romanesco e l'assenza di spine.

Per prima cosa preparate la pastella: in una terrina setacciate la farina bianca, unite i tuorli delle uova, l'acqua ghiacciata e mescolate accuratamente in modo da non formare grumi e ottenere un composto liscio e fluido.
In caso la pastella dovesse risultare troppo liquida aggiungete 1 o 2 cucchiai di farina, in caso contrario, se fosse troppo densa, unite ancora un po' di acqua fredda. Unite il sale, una macinata di pepe nero, coprite con un coperchio, o della carta stagnola, e fate riposare la pastella per 30 minuti.

Mentre la pastella riposa pulite i carciofi: tagliate 3/4 del gambo, eliminate le foglie esterne più dure,

e tagliate ogni carciofo a metà eliminate, con l'aiuto di uno scavino o un cucchiaino, il "fieno" quindi tagliate ogni metà in 4 in modo da ottenere da ogni carciofo 8 spicchi e metteteli, man mano, in una ciotola con dell'acqua acidulata con del limone per evitare che diventino neri.

Fate scaldare in una padella abbondante olio di semi, immergete nella pastella, uno alla volta, gli spicchi di carciofo, ricopriteli da ogni lato e friggeteli nell'olio fino a quando risulteranno ben dorati da tutti i lati.
Trasferite, man mano che saranno pronti, i carciofi su un piatto ricoperto di carta assorbente da cucina in modo che perdano l'unto in eccesso, salate e servite caldi o tiepidi.
